INTERVISTA
a Eugenio Fanti, Valerio Staffieri, Gabriele Romeo, Alexander Cicchetti. 
L’Atlante Eurobasket Roma milita nel campionato di A2 e sul campo si affida ai suoi ragazzi a “chilometro zero”, tutti partiti nelle loro carriere da via dell’Arcadia, quartier generale della società capitolina. 
di Edoardo Caianiello @edoardocaia



Illustrazione di Simone Colongo 

Via dell’Arcadia, 108.
Una via tra la Cristoforo Colombo ed il Museo Capitolino di Tor Marancia, un quartier generale, quello dell’Atlante Eurobasket Roma e ad oggi anche il suo campo di gioco, in attesa di esordire sul parquet del Palazzo dello Sport della Capitale.
Ma per alcuni dei giocatori della squadra romana, più di un campo, più di una sede, più di una via: una casa.
C’è chi ci ha mosso i primi passi con la palla in mano, chi l’ha vista nascere e poi crescere, chi c’era alla vittoria di ogni singolo campionato, chi l’ha salutata per poi tornare, c’è chi a quell’indirizzo, in quel campo, magari prima, magari dopo, c’è cresciuto.
C’è chi rappresenta tutto questo, come Eugenio Fanti, Valerio Staffieri, Gabriele Romeo ed Alexander Cicchetti, il chilometro zero dell’Atlante Eurobasket Roma.


EUGENIO FANTI

C’era nella vittoria della Serie D, c’era nella vittoria della Serie C, c’era nella vittoria della Serie B, Eugenio Fanti c’è sempre, e c’è da Capitano. “Via dell’Arcadia? È casa. È il luogo dove tutto è iniziato, lì ho mosso i primi passi nel minibasket, per me il luogo più importante e significativo. Quel posto per me significa stimoli, significa migliorarmi”.


Eugenio Fanti, Official Page Atlante Eurobasket Roma.

Il primo ricordo che ti viene in mente qual è?

“Ai tempi della scuola, quando ero bambino. Mi ricordo le prime festicciole all’Arcadia, avete presente quelle di Natale o di chiusura dell’anno? Avevo 6 o 7 anni…”. 

La maglia dell’Eurobasket a cui sei più legato?

Senza dubbio potrei dirti quante ne ho regalate nel corso degli anni ma sono sicuro, quella a cui sono più legato è quella della vittoria della Serie B”.

Immagini, ricordi, flash. Quando condividi uno spogliatoio, anche nel corso di un solo anno, se ne possono collezionare una quantità indecifrabile, pensate quando la palla in mano l’hai presa per la prima volta da bambino. Eugenio Fanti di foto nell’album dei ricordi ne ha tantissime, un po’ la memoria storica dell’Eurobasket: “Il gruppo con cui abbiamo vinto la Serie D era un gruppo di amici, questa è la cosa più bella che mi ricordo di quella squadra. Della stagione in cui invece abbiamo vinto la Serie C mi ricordo l’Arcadia che era pienissima! Giocavamo contro Palestrina e fu davvero emozionante trovarsi davanti a quel numero di persone… Non posso non mettere tra le mie foto preferite quella del primo derby in A2 contro la Virtus Roma ma soprattutto non posso non mettere gli anni in B, non solo quello della vittoria! Ci guidava coach Bonora, abbiamo iniziato a mettere di fila dei risultati positivi, non eravamo i favoriti ed eravamo giovani e ce l’abbiamo fatta ad arrivare fino in finale! Poi c’è Montecatini, quell’immagine lì, incredibile”.

Cosa vuol dire per te essere “Capitano”?

“È una grande responsabilità e mi chiedo tutti i giorni se lo sto facendo nel modo giusto. Mi domando sempre se faccio le cose giuste e mi ripeto che la cosa più importante è cercare di essere un esempio. Sono convinto che in campo, essere un esempio, mi riesce meglio e sono altrettanto sicuro che un buon capitano debba essere contraddistinto da un grande senso di sacrificio”.

Cosa diresti ad Eugenio Fanti?

“Di non porsi obiettivi, che quella è stata la sua più grande forza”.

Che diresti, invece, a Staffieri, Cicchetti e Romeo?

“A Staffo (Valerio Staffieri, ndr) gli direi di perseverare nei suoi obiettivi, di non preoccuparsi che per lui questo è come se fosse un nuovo primo anno e che ci deve credere sempre. A Gabbo (Gabriele Romeo, ndr) ed Ale (Cicchetti, ndr) che avranno sempre il tempo per migliorarsi, sempre”.


VALERIO STAFFIERI

Che mi viene in mente quando penso all’Arcadia? Tutti i pomeriggi, tutte le mattine, tutto il sudore, tutte le vittorie, le soddisfazioni, i sacrifici. Una famiglia, anzi, lo sai che ti dico? Un nido, che rende ancora meglio!”
“Staffo”, così lo conoscono dentro e fuori dal grande raccordo anulare, dopo anni in giro per l’Italia è tornato all’alma mater, quella da dove era partito giusto qualche anno fa. Lasciata con una vittoria (quella della Serie B), torna all’Eurobasket, nella serie che aveva contribuito a raggiungere.
La mia prima volta all’Eurobasket è stata in Serie C: ero uno degli aggregati alla Virtus e dato che non avevo minuti fui mandato per fare esperienza! Ci stava già Eugenio (Fanti, ndr) pensate… Mi resi conto subito di che tipo di situazione e di contesto fosse: mi trattarono immediatamente come se fossi stato da sempre lì. Mi ricordo che quell’anno perdemmo contro Gaeta in gara 3…”. 


Valerio Staffieri, Official Page Atlante Eurobasket Roma.

Che ti viene da dire quando pensi alla vittoria della Serie B?

“E’ stato il connubio tra dentro e fuori del campo migliore della mia carriera. C’era come la sensazione che tutto dovesse andare così sin dall’inizio, a Montecatini è stata una roba pazzesca… ma è stata solo la ciliegina finale, è stata la fiammata finale, i fuochi d’artificio. E’ quel momento in cui vinci, ti guardi indietro e ti rendi conto che stai vivendo un’emozione fighissima”.

Staffo, facci la top 3 della tua carriera…

“Al primo posto la vittoria della Serie B con l’Eurobasket. Al secondo ci metto il mio esordio in A1 per tanti motivi ma soprattutto perché l’anno prima avevo perso mio Papà e quindi quell’esordio era carico di significati. Al terzo, i 29 punti che ho realizzato contro Recanati quando giocavo a Teramo, me ne sono reso conto solo quando mi sono svegliato dalla trance agonistica”.

Le tue esperienze fuori in cosa ti hanno cambiato?

“A casa tua vivi in un contesto che alla fine è come se fossi “ovattato”. Io ho sempre vissuto in un disordine cronico, credimi, ed invece da quando sono andato fuori mi sono trasformato in una sorta di Mary Poppins! Incontri un sacco di persone che vanno ad un ritmo totalmente diverso dal tuo e quindi questo trasforma tutto in un’esperienza formativa”. 

Valerio Staffieri è…

“Un sognatore che non ha mai mollato. Ho sempre cercato di imparare ed ho sempre cercato, di carattere, di partire dalle piccole cose. Io sono felice per qualunque risultato, anche quello più insignificante perché per me ogni cosa ha valore”.

Quando sei tornato, la prima cosa che hai provato è stata… ?

“Ho visto l’immagine della vittoria in B, è stato come tornare indietro nel tempo. Mi sembra di non essere mai stato via in questi ultimi 4/5 anni…”.

Come definiresti Eugenio Fanti, Gabriele Romeo ed Alexander Cicchetti?

“Eugenio è il Capitano. E’ un esempio e lo è per l’atteggiamento che ha, per la voglia che ci mette sempre. Romeo? Una bomba a mano. Cicchetti? Una gemma che non si rende ancora conto di quanto potenziale ha”.


GABRIELE ROMEO

“L’Eurobasket è la casa dove cestisticamente sono cresciuto. Ma non è una casa solo per il tempo che ci ho passato ma anche per il modo in cui il tempo passa grazie alla gente che ci lavora”.
Gabriele Romeo è uno che ha bruciato le tappe e già a sedici anni era in prima squadra fino ad arrivare ad esordire nella massima serie. Poi la valigia si chiude e si parte, prima verso Agropoli, poi verso Latina ed infine a Scafati, prima di risalire in macchina e segnare sul navigatore: Via dell’Arcadia, 108.
Il mio primo ricordo è legato a quando venivo da bambino con mio papà a vedere giocare la Serie C, perché noi del minibasket stavamo al Trullo a quel tempo”.


Gabriele Romeo, Official Page Atlante Eurobasket Roma.

Come racconteresti Gabriele Romeo a chi non lo conosce?

“Come uno che non metteresti mai in un campo di basket… Questo è quello che pensa la gente quando mi vede perché non ho magari le caratteristiche che le persone si aspettano da uno che gioca a pallacanestro. Ma Gabriele è uno che ha fatto sacrifici, che si è fatto il culo per questo!”.

Com’è stato andare e tornare?

“Andare mi ha cambiato parecchio come giocatore e come persona, soprattutto perché sono stati anni fuori in anni importanti di crescita. Tornare è stato accompagnato da una sensazione bella e strana… L’estate vengo sempre ad allenarmi ma un conto è venirci quando sei in vacanza, un conto è tornare per lavorarci e questo mi trasmette un senso di enorme responsabilità. E sentirmi così è una cosa che poteva succedere solamente qui”.

Che ruberesti ai tuoi compagni Fanti, Cicchetti e Staffieri?

“Al Capitano ruberei la capacità che ha di prendere i rimbalzi, a Cicchetti ruberei sicuramente il fisico mentre a Staffieri quel suo essere sempre spigliato, il fatto che è uno che non rimane mai senza parole!”.


ALEXANDER CICCHETTI

La storia di Alexander Cicchetti con la pallacanestro inizia a 17 anni ed inizia a Via dell’Arcadia: “Ho iniziato tardi rispetto a tanti altri ma da subito sono stato convinto che volevo fare questo, il giocatore di pallacanestro e ne ho avuto davvero la consapevolezza all’incirca due anni fa, un anno e mezzo. E l’Eurobasket è il posto dov’è iniziato tutto, dove il mio sogno è nato. Una delle prime volte è quando sono venuto perché mi avevano detto di passare a vedere la squadra under 17 alla quale avrei dovuto decidere se unirmi oppure no… beh, avevo già deciso.
Quando gioco su quel campo (Arcadia, ndr) io mi sento a casa, mi sento a mio agio. E’ il mio campo”. 

Alexander Cicchetti, Official Page Atlante Eurobasket Roma.

Sei andato e tornato più volte, cosa ti è rimasto delle tue altre esperienze?

“A Forlì sono stato condizionato dagli infortuni ma quella situazione mi ha aiutato tanto a crescere. E’ chiaro che giocare a casa propria o fuori sono due cose molto diverse ma proprio per questo ne sono felice perché quando sono tornato mi sono sentito diverso e cresciuto”.

Chi è Alexander?

“Uno che ci mette intensità ed atletismo e che sta lavorando per cercare di avere a propria disposizione quando gioca più soluzioni possibili che lo rendano il più pericoloso possibile”. 

Definisci Fanti, Staffieri e Romeo…

“Fanti è un Capitano. Una persona davvero a cui potersi affidare che ti trasmette un grande senso del lavoro. Staffieri è un esuberante, è uno che fa un sacco di spogliatoio. Gabriele invece è un coraggioso, sicuro di sé”. 


︎ Contact Us
Rome, Italy.