FOCUS 
Awak Kuier: il fattore K
Awak Kuier è una delle prossime prime scelte al Draft della Wnba. Una storia che parte dal Sud Sudan, passa per la Finlandia e l’Italia ed è pronta a decollare per gli Stati Uniti: quella del talento incredibile della giocatrice classe 2001 della Virtus Eirene Ragusa. 
di Edoardo Caianiello @edoardocaia
Credits: profilo IG/FB Awak Kuier 


 

19 Agosto del 2001, ad Il Cairo, in Egitto nasce Awak Kuier, potenziale prima scelta assoluta al prossimo Draft della WNBA, che avrà luogo tra la notte di Giovedì e Venerdì.

Isabelle Harrison, sua compagna di squadra, ha detto di lei:

"Per K. il limite, è il cielo"

Certo, il cielo è più vicino quando sei alta 196 cm e toccarlo, quel cielo, sembra un po’ più facile, ma la strada è stata lunga, centinaia e centinaia di chilometri, dal Sud Sudan sino alla Finlandia.

In Sud Sudan c'è la guerra civile ed allora, Sabit e Margaret, genitori  di Awak, decidono di lasciare  Khartoum e si dirigono in Egitto ed è lì che nascerà la loro quintogenita (di sei figli), con cui la separano dai due agli otto anni di differenza. Non passa troppo tempo e dopo solo due giri di calendario, tutta la famiglia si sposta qualche chilometro più a Nord, in un clima vagamente diverso da quello del Nord Africa: Kotka, cittadina sul mare di cinquantamila abitanti, in Finlandia.

Kotka significa “Aquila” e fa sorridere a pensare che il simbolo della Virtus Eirene Ragusa, squadra dove oggi gioca Awak, sia proprio un’aquila. Un segno del destino? Forse si o forse no, ma se il limite per K. è il cielo, oltre a gambe lunghe e tanti centimetri, le ali di un’aquila possono sempre far comodo.

La cittadina finlandese non è famosa solo per il vicino Forte Elizabeth, avamposto russo contro le avanzate svedesi, ma per un puro segno di quel famoso destino è ricca anche di campi di basket. Il primo a notare il talento della ragazza africana è Mikko Kokkola, allenatore della unica squadra locale femminile di pallacanestro, che vede nella undicenne di origine africana, un qualcosa di magico.

Ed in effetti ci vede lungo, perché l’altezza è quella di chi è pronta a difendere l’area ma l’agilità è di un’esterna. Non è tutto facile per Awak, c’è diffidenza verso il colore della pelle ma la diffidenza e la paura del “diverso” non può fermare i sogni di una ragazza che guarda i video di Candace Parker, star assoluta della Wnba (prima scelta assoluta al Draft del 2008), sorella di Anthony Parker e seconda giocatrice di sempre a schiacciare in una partita del massimo campionato americano. C’è anche la lingua da imparare e in maniera molto saggia, quale metodo più rapido che guardare i film della Disney per imparare più velocemente? Oggi parla quattro lingue: l’arabo, l’italiano, il finlandese e l’inglese.

Lo scorso Marzo, sui social dell’ex giocatrice delle Sparks, è apparso un video ed in questo video, dedicato alle prossime generazioni di cestiste, compariva proprio Awak, mentre con grande facilità andava a schiacciare, una sogno che si realizza, un po’ anche una grande investitura.

La prima volta che è salita sopra il ferro aveva quindici anni, sfidata da una sua compagna di squadra aveva fallito il primo tentativo ma non il secondo. Un anno dopo si sarebbe trasferita alla Helsinki Basketball Academy, voluta fortemente dalla Coach Pekka Salminen, che dopo diverso tempo era riuscita a battere la diffidenza della famiglia nel permettere alla figlia di trasferirsi lontano da casa.  

Awak inizia a lavorare sia sul gioco interno che esterno e le risposte sono davvero incredibili, il tutto abbinato ad un lavoro costante ed intenso dal punto di vista fisico: i risultati si vedono ai campionato U18B ed U20B dove conduce la Finlandia nel primo caso alla vittoria del torneo, battendo la Grecia, ed aggiudicandosi il titolo di MVP, e nel secondo invece porta la sua Nazionale ad essere una delle sorprese del torneo e viene inserita nel miglior quintetto.

Di solito, la maggior parte delle giocatrici non americane che entrano poi nella Wnba fanno un’esperienza al College, Awak invece decide di mettersi alla prova in un campionato pro come la Lega Basket Femminile italiana e decide così di andare a Ragusa. In Sicilia ha la possibilità di conoscere chi la Wnba l’ha toccata con mano e capisce come cambi radicalmente il gioco ma nonostante questo accetta e cerca lla sfida arrivando a preferire proprio la durezza nei suoi confronti perché vero è che se ti alleni con le migliori, finisci anche te per migliorare.

Prima, seconda, terza scelta? Il destino della giovane ragazza è nelle prime posizioni con le Dallas Wings che detengono le prime due chiamate e le Atlanta Dream la terza, ma qualunque dovesse essere,  sarà l’unica finlandese ad aver mai giocato nel campionato americano e sarà la sesta giocatrice internazionale ad entrare dalla porta principale (nelle prime cinque posizioni) senza passare per la Ncaa, l’ultima è stata l’australiana Liz Cambage nel 2011.

E’ già stata negli States, nel 2017 a New Orleans nell’iniziativa “Without Borders” ma quella breve esperienza ha stimolato ancor di più in lei un’attenzione forte a tematiche che ha conosciuto da vicino e che negli Stati Uniti sono all’ordine del giorno. La sua amica Sara Bejedi, finlandese e di origine africane (padre del Camerun e madre del Marocco) come lei, (giocatrice di Florida States) è convinta che per Awak sarà come vivere un film che hai sempre visto e sognato di vivere da bambina, ma ha messo in guardia la giocatrice di Ragusa su cosa voglia dire essere una donna nera in America.

Isabelle Harrison, sua compagna a Ragusa e giocatrice Wnba proprio con le Wings di Dallas, la sta aiutando tanto, dentro e fuori dal campo, aumentando la conoscenza non solo sul gioco ma anche su quello che troverà fuori dal parquet nella sua prossima avventura e non è un caso che sui social network stia mostrando particolare attenzione verso tematiche di grande attualità, facendone una risorsa utile per la comunità che la segue.

Capace di coprire i ruoli che vanno dal 3 al 5, coprendo difensivamente le avversarie che si trova davanti in quelle posizioni, con buona protezione del ferro e rapidità di gambe quando si esce fuori dal famoso pitturato, sta davvero polarizzando l’attenzione di tutti, tanto sicuri quanto curiosi che sia un diamante pronto a splendere.

La notte tra Giovedì e Venerdì è sempre più vicina e chissà quante immagini ed emozioni possono passare nel cuore di una donna di diciannove anni. Un viaggio partito dal Sudan, passato per l’Egitto, la Finlandia, l’Italia e pronto a decollare per gli Stat Uniti, ma tutto da fare ancora. Non potranno essere con lei i suoi familiari e sentirà da dietro uno schermo pronunciare le parole che ogni bambina sogna, ma poco importa. Il cielo è tanto lontano ma non così lontano, anzi, più vicino è di sicuro il canestro e salire sopra l’anello arancione, ha fatto vedere che non è un problema, il futuro è suo e scrive Awak Kuier.


︎ Contact Us
Rome, Italy.