FOCUS 
Playoff Serie A1.
Una grande favorita, tante incognite: i playoff della massima serie si giocano su tanti piccoli dettagli, su tante variabili impazzite. E spesso, come abbiamo visto nell’ultimo decennio, non basta guadagnarsi i favori del pronostico.
di Paolo Sinacore @bigshotpaul

Credits: Agenzia Ciamillo-Castoria

1. A|X Armani Exchange Milano vs 8. Dolomiti Energia Trentino 
Per l’Olimpia non dovrebbero esserci brutte sorprese. Siamo di fronte a una squadra che a pieno regime partirebbe con un vantaggio qualitativo e quantitativo (guardare la profondità del roster per credere) senza eguali in Italia. Eppure qualche calcolo inevitabilmente lo dovrà fare. Il motivo è semplice: nel bel mezzo dei playoff (fra l’eventuale gara 2 e 3 di semifinale) la aspetta un’altra semifinale in terra teutonica. A Colonia, il 28 maggio, ad attenderli ci sarà il Barcellona di Jasikevicius, nel primo atto della Final Four di Eurolega. La speranza, per Milano, è che questa distrazione si protragga fino alla finalissima. Ma appunto di distrazione (seppur gradita) si tratta. E questo resta forse l’unico appiglio per Trento, che molto difficilmente sarà nella condizione di replicare l’impresa del 2017, quando ribaltò pronostici e fattore campo vincendo in 5 gare la semifinale contro l’Olimpia.

EYES ON... 
Shavon Shields: A tratti immarcabile, protagonista di una stagione ai limiti della perfezione. Ha chiuso con 14.2 punti in 25 minuti di media, col 58% da 2 e il 35% da 3. Come gli altri grandi interpreti della banda di coach Messina, ha saputo aspettare i momenti giusti per far scintillare il suo talento. Se prende confidenza, non c’è difesa che tenga.
JaCorey Williams: Il lungo di Trento ha fatto pentole e coperchi anche nei momenti più bui dell’annata trentina, e può rappresentare un’enigma irrisolvibile persino per la difesa di Milano. Per lui 18.2 punti (2° assoluto in serie A1) e 7.8 rimbalzi di media, con 2 sole partite sotto la doppia cifra.


Credits: Agenzia Ciamillo-Castoria

4. Umana Reyer Venezia vs 5. Banco di Sardegna Sassari
Se parliamo di equilibrio e interesse, non c’è dubbio che questo sia il quarto di finale più atteso. Il solo precedente fra queste due squadre in una serie playoff combacia, guarda caso, con l’ultima serie playoff giocata in assoluto: la finale del 2019. In quel caso a trionfare furono i veneti, capaci di monopolizzare gara 7 davanti al pubblico del Taliercio, dopo 6 gare al cardiopalma giocate da entrambe con un’intensità mostruosa. La stagione regolare si è chiusa con soli 2 punti di differenza, a testimonianza di quanto il valore dei due roster sia molto simile. Da segnalare che la sospensione inflitta dal presidente Sardara a coach Pozzecco si protrarrà almeno fino a gara 1, ma la speranza è di riavere il Poz fra i protagonisti già nella partita successiva. 

EYES ON...
Stefano Tonut: Nella stagione della definitiva consacrazione, la guardia italiana ha chiuso a oltre 16 punti di media, col 52% da 2 e quasi il 40% da oltre l’arco. Non sono aumentate solo le responsabilità, ma anche l’impatto: tocca vedere ora come si comporterà con l’esame postseason, periodo dell’anno in cui si è già esaltato in passato.
Miro Bilan: L’efficacia offensiva del lungo croato è quasi snervante per gli avversari. La sua pulizia al tiro (62.5% da 2, solo Gamble meglio di lui) lo rende uno dei terminali più letali in questi playoff. Nessuno come lui per valutazione (22.8).


Credits: Agenzia Ciamillo-Castoria

3. Virtus Segafredo Bologna vs 6. De’Longhi Treviso
Se anche qui c’è un’evidente favorita, vero è che la situazione in casa V nere non è delle migliori. Gli strascichi della sconfitta contro Kazan e della conseguente mancata qualificazione in Eurolega, hanno parzialmente oscurato quanto di buono fatto dalla Virtus. Il terzo posto in classifica e la - in ogni caso - splendida cavalcata in Eurocup non hanno mitigato l’eco delle polemiche attorno alla figura di Djordjevic. Per il coach si è trattato di una stagione ancora più tormentata delle altre, con il peso di responsabilità sempre maggiori che ha gravato sulla stabilità del gruppo. Stiamo comunque parlando di una squadra che ha chiuso il girone di ritorno con sole 4 sconfitte, che parte coi favori del pronostico, e si candida in automatico a vera antagonista dell’Olimpia. Ma il primo step non è banale. I trevigiani, guidati da coach Menetti, hanno un asso nella manica: l’entusiasmo di chi affronta la prima postseason della sua storia, e non ha quindi nulla da perdere. Di contro, i bolognesi non giocano una partita di playoff da 6 anni, e non ne vincono una da 14, c’è da scommettere che la De’Longhi proverà in ogni modo a far emergere quest’ansia latente.

EYES ON...
Milos Teodosic: Qui si va sul banale, ma non poteva essere altrimenti (non ce ne voglia il Beli). Dopo la scorsa stagione bruscamente interrotta causa covid, avremo finalmente il piacere di vedere Milos in corso d’opera ai playoff. I numeri, seppur positivi (quasi 13 punti e 7 assist di media in soli 24 minuti), raccontano poco e nulla di cosa sia capace questo mago della palla a spicchi sul parquet. 
Christian Mekowulu: Il centro nigeriano è la vera nota lieta della stagione dei trevigiani: 12.3 punti, 6.3 rimbalzi, 1.2 stoppate, e più in generale una presenza demoniaca nel pitturato (61.2% da 2). Se Logan e Sokolowski vorranno trovare più spazio possibile da oltre l’arco, dovranno per forza di cose sperare che Christian faccia la differenza sotto canestro.


Credits: Agenzia Ciamillo-Castoria

2. Happy Casa Brindisi vs 7. Allianz Pallacanestro Trieste
Il secondo posto di Brindisi ha veramente dell’incredibile. Eppure è tutto fuorché frutto di casualità: seconda qualificazione di fila ai playoff; recordi di punti societario (40); doppia vittoria contro Milano; due serie vincenti rispettivamente di 9 partie all’andata, e 8 al ritorno. Insomma, un ruolino di marcia pazzesco dall’inizio, impreziosito da qualche settimana vissuta da prima in classifica. La spasmodica ricerca di quella che sarebbe la storica prima vittoria in postseason, potrebbe giocare un brutto scherzo, aggiungendo ulteriori pressioni a una situazione già di per sé stressante come un playoff. Poco contano i 6 precedenti totali, tutti vinti, contro Trieste. La squadra di Dalmasson, fuori da ogni pronostico a inizio stagione per quanto riguarda i playoff, ha sbaragliato dubbi e incertezze superando periodi durissimi, anche causa Covid. L’incoscienza dell’outsider può rappresentare l’arma più indigesta per Brindisi, poco avvezza a ricoprire il ruolo di favorita.

EYES ON...
D’Angelo Harrison: L’infortunio al ginocchio che l’ha tenuto fuori nella prima parte del girone di ritorno sembra un lontano ricordo. Il candidato mvp è subito tornato a produrre numeri importanti, in linea con quanto fatto durante tutto l’arco della stagione. Una sola partita in singola cifra per punti e valutazione, 18.6 punti e 20.2 di valutazione media (rispettivamente primo e terzo assoluto), e più in generale una capacità innata di accendersi e accendere i suoi compagni, per la gioia di coach Vitucci.
Davide Alviti: La giovane ala alatrese ha compiuto un ulteriore (ma non definitivo) passo nella sua carriera. Il trasferimento a Trieste gli ha permesso di trovare piu spazio, e i risultati sono stati quasi automatici: 11 punti in 23 minuti, con il 48% da 2 e il 44% da 3. Addirittura terzo marcatore di squadra, lui che fino a un anno fa si barcamenava ai confini delle rotazioni in quel di Treviso. Logica conseguenza di tutto ciò, le prime convocazioni in maglia azzurra.


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