INTERVISTA
a Silvia Viviani.
Giovane promessa del basket veneto in forza al Basket Sarcedo. Sabato scorso, con un canestro a 0.3’’ dal termine, ha regalato alla sua squadra la vittoria in rimonta sulla Parking Graf Crema.
di Simone Colongo @sim_uan


Innanzitutto… La tabella sul buzzer beater l’hai dichiarata?

Purtroppo no, non ho dichiarato nulla. Ma vi svelo un segreto... poco prima dell’ultima azione, una mia compagna, Marina Fumagalli, mi ha dato qualche indicazione: “Segna” - ed io ho solo eseguito.

A parte gli scherzi; contro Crema siete riuscite a vincere la seconda gara consecutiva bloccando l’avanzata della Capolista. Come consideri il gruppo squadra? State acquisendo continuità nelle prestazioni oltre che nei risultati?

Credo che ci sia una sottile differenza tra gruppo e squadra... e il gruppo che è stato formato ad Agosto sta diventando sempre più Squadra (non uso la maiuscola a caso). Siamo determinate e con la faccia tosta. L’entusiasmo iniziale non è mai calato. Sta portando ognuna di noi ad un livello successivo, soprattutto in allenamento, dove penso sia necessario uscire dalla propria zona di comfort. Ci ritengo, inoltre, un gruppo estremamente fortunato perchè ha la possibilità  di lavorare costantemente in un ambiente tranquillo e sereno, con Persone che desiderano soltanto metterci nelle condizioni adatte per esprimerci al meglio.


Come state vivendo questo inizio anomalo di campionato, con il continuo rischio di rinvio prima di ogni partita?

Professionalmente stiamo cercando di vivere questa stagione come se si trattasse di una qualsiasi normale stagione, mantenendo alto il ritmo e leggera l’aria in palestra. Sicuramente c’è bisogno di maggiore attenzione da parte di tutti e di non sottovalutare il periodo che stiamo affrontando. Ma, anche qua, mi ritengo molto fortunata per la tranquillità e la “sicurezza” in cui siamo.

Sei maturata, cestisticamente parlando, al fianco di molteplici campionesse. In particolare: hai avuto modo di carpire consigli e segreti del mestiere dal Capitano della Nazionale, Giorgia Sottana?

Nonostante l’andamento di questo 2020, alcune gioie si sono presentate. Ho avuto infatti modo di allenarmi con la prima squadra di Schio per un paio di mesi e di osservare la professionalità con cui lavorano. Giorgia, come tutte le sue compagne, si è rivelata una giocatrice eccezionale ma soprattutto una persona d’oro, sempre pronta a strapparti un sorriso. Avere avuto la possibilità di dare uno sguardo da così vicino a questo mondo che da sempre sogno ed a cui da sempre aspiro, è stato a dir poco emozionante. Credo che i segreti più profondi non riguardino semplicemente la pallacanestro, ma possano essere inseriti in ogni contesto della nostra vita. Bisogna volere. La voglia di arrivare supera qualsiasi ostacolo.


Sei un playmaker vecchio stile, una “specie” in via di estinzione. Il palleggio è il tuo punto di forza. Hai un giocatore preferito? Chi è il tuo idolo a cui ti ispiri o ti sei ispirata nel tuo percorso di crescita?

Mi collego alla domanda precedente. Giorgia è sempre stata uno dei miei punti di riferimento fin da quando ero piccola e mi sono affacciata al mondo del basket femminile anche grazie a lei.

Sue Bird, Becky Hammon.. e “last but not least” il Mozart del basket, Dražen Petrović.

Cosa manca secondo te a livello comunicativo al Basket Femminile Italiano rispetto alla WNBA? In che modo si può valorizzare il Movimento del Belpaese, al pari delle colleghe americane, catturando l’attenzione del pubblico ancora troppo “distratto”?

Penso che il problema in Italia riguardi tutto lo sport femminile e non solamente la pallacanestro, basti vedere la differenza tra calcio maschile e femminile. Penso che il sostegno debba essere reciproco, ma noto con gran dispiacere che veramente in pochi si preoccupano del Movimento del basket femminile. Risulterebbe molto utile se i nostri colleghi maschi ci dessero un po’ più di sostegno, in quanto atleti come noi possono perfettamente capire, meglio di un normale pubblico, che l’impegno messo ed il lavoro svolto è uguale al loro. Ad esempio in America, quando sono iniziati i playoff WNBA, le rispettive squadre maschili hanno supportato le ragazze in modo concreto, soprattutto a livello mediatico, sfruttando così lo strapotere dei social al giorno d’oggi, in maniera costrtuttiva.


Per finire… Com’è la tua vita fuori dal parquet? Se non avessi fatto la giocatrice di pallacanestro, avrei fatto… Concludi tu la frase.

Se non avessi fatto la giocatrice di pallacanestro mia mamma sarebbe sicuramente impazzita con me in casa, quindi suppongo che mi avrebbe chiaramente iscritta ad un altro sport... che non fosse danza, ecco.

Al di fuori del parquet, ho iniziato il mio primo anno di Psicologia, soprattutto perché sono molto curiosa di mio e mi piacerebbe capire come funziono... chissà cosa mi passa per la testa quando le altre sono a zona e io puntualmente chiamo uno schema contro la uomo!

Foto di Luca Taddeo
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