INTERVISTA
Sono sempre stato in cammino...

Valerio Bianchini, storico allenatore della società capitolina e del basket italiano. “Se Roma rinascesse e mi chiamasse, sarei prontissimo
di Edoardo Caianiello @edoardocaia


Agenzia Ciamillo Castoria

Valerio Bianchini nasce a Torre Pallavicina, il 22 Luglio 1943 e di mestiere fa l’allenatore di pallacanestro, anche se sulla panchina non siede più. Non si smette di essere quello che si è stati per tutta la vita e per questo il suo nome siede nella Hall of Fame del basket italiano dal 2013. Lo chiamano il “Vate”.

Inizia nel 1974 sulla panchina della Stella Azzurra di Roma e l’ultima lavagnetta la riempie nel 2008, a Varese. Un viaggio lungo e vittorioso, fatto di allenamenti, partite, vittorie, pagine da scrittore ed oggi anche pensieri sui social, mai banali.

Tre scudetti vinti (con la Virtus Roma, Pesaro e Cantù), una Coppa Italia con la Fortitudo Bologna, due Coppe dei Campioni (con la Virtus Roma e con Cantù), una Coppa Intercontinentale (Virtus Roma) ed una Coppa delle Coppe (Cantù). E poi la Nazionale, la rivalità con Dan Peterson, una vita lunga una vita.

Agenzia Ciamillo Castoria 

Come descriverebbe la relazione tra Roma ed il basket ad un extraterrestre appena atterrato sul nostro Pianeta?

Roma è una piazza di grande tradizione seppur questa nasca da un filone minore. Non c’era professionismo e solo con la passione della Stella Azzurra si è potuto competere con le squadre della grande industria del nord. Poi è arrivato il Banco Roma e lì tutto si è concretizzato con la gente che ha iniziato ad avere la sua squadra e si è potuto competere davvero con Milano. Poi è arrivato il Messaggero ed i Toti e finchè c’è stato Veltroni come sindaco di Roma le cose sono andate bene, poi è iniziato il declino: la rinuncia all’Eurolega, secondo campionato dopo la Nba e la rinuncia alla serie A1 sono state la tomba che hanno dato il via a tre anni di silenzio stampa e comunicazione, in cui c’è stata un’attitudine poco socievole del club. La A2 va bene per realtà di provincia o minori e ad oggi con Eurobasket e Stella Azzurra si sta provano a tenere vivo il movimento di questa città.

Come si può risollevare lo stato del basket della Città?

Roma ha delle potenzialità notevoli ma ci vuole un grande appassionato che creda in un progetto per questa città. La base c’è ma è stata trascurata: ad oggi fa impressione che ci sono tanti ragazzi di Roma che giocano in Serie A1 ed a memoria solo Campogrande è l’ultimo romano ad aver vestito la maglia di Roma nella massima serie. Ci vorrà competenza, denaro e passione perché lo sport non è una cosa facile, perché lo sport ha una sua intimità.


Agenzia Ciamillo Castoria 

Che idea ha Valerio Bianchini dei Social Network?

Importantissimi. I giovani ignorano giornali e quotidiani, il web è una chiave di apertura verso il loro mondo che deve essere ampliata e frequentata. Il basket è una cosa per i giovani ed a loro deve parlare.

Gli allenatori, oggi.

La fisicità del gioco ha cambiato le regole ed il ruolo degli allenatori. Oggi il basket è in mano agli agenti e questo non favorisce la stabilità del mestiere di allenatore, rendendolo meno spontaneo e sempre più difficile, privandolo ancora di più del tempo di costruire. Oggi gli allenatori poi sono più deboli a livello comunicativo aggiungo, e sul voler raccontare, sul piano della fabulazione, non ottenendo poi l’attenzione dei giornalisti. Stanno perdendo insomma la funzione comunicativa.

Valerio Bianchini in tre pensieri.

1) Incontrare il basket per me è stato incontrare la realtà e la socialità.

2) Il basket è stata una bicicletta che mi ha fatto girare il mondo. 

3) Sono sempre stato in cammino.

Se la Virtus Roma dovesse rinascere e chiedesse aiuto a Bianchini, cosa risponderebbe?

Ai Toti non è mai venuto in mente. Qualora servisse, risponderei che sono prontissimo. Chi dovesse avere il coraggio di ripartire, dovrà fare un lavoro immenso.

Cosa direbbe al Valerio Bianchini che iniziava tanti anni fa il suo cammino di allenatore?

Che il nostro futuro ce lo creiamo e gli direi “Bravo, Valerio! Hai fatto bene a continuare perché hai incontrato tanta gente che ti ha lasciato tanto”.


Agenzia Ciamillo Castoria
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