INTERVISTA
Una vita da...Curzio!
Nazionale, Serie A, mondo arbitrale ed una passione infinita per il basket: quattro chiacchiere con Curzio Garofoli, l’uomo azzurro per eccellenza.
di Emanuele Blasi @dott.blasi

Quanti di voi in questi interminabili mesi di pandemia si sono soffermati a pensare quanto ci manca la pallacanestro? E quanto quel rumore di un pallone che rimbalza in un campo è una delle cose che vorreste risentire il prima possibile? Tanto, troppo.

Immaginate poi, se oltre alla passione, la vita ti ha messo il basket anche nella sfera lavorativa, costringendoti a fare a meno, in un amen, della tua solita routine quotidiana, di stare lontano non solo dallo sport che ami, ma anche dal lavoro che hai sempre voluto.

Tutti nel mondo del basket conoscono Curzio Garofoli. E statene certi, lui conosce voi. Non solo perché dal 2006 è nel Comitato Regionale Fip Lazio gestendo tutte le gare dei vari campionati, ma soprattutto è uno che vive di basket, e non con il basket. Non è un caso che entra nel settore Squadre Nazionali quattordici anni fa e conquista subito un bronzo all’Europeo under 20 a Gorizia, tenendo a bada un gruppo di “discreti” giovani emergenti come Datome, Hackett, Aradori e Filloy. Come non lo è il fatto che nello stesso anno diventa ufficiale di campo e due anni dopo, nel 2009, eccolo arbitrare in serie A ed entrare nello staff della Nazionale maggiore. Classe 1970, pallacanestro nel sangue, in azzurro ha partecipato a due Giochi del Mediterraneo, quattro Europei ed un Mondiale, oltre ad avere un profilo social pieno di dediche con e di giocatori ed allenatori, e ad aver legittimato la rigorosa foto di ogni pre-gara della Nazionale che svela con quale maglia gli azzurri giocheranno. Un must ormai.    

“Ogni volta che scende in campo la Nazionale è il risultato di un gruppo di persone, che cerca di fare del suo meglio per portare i giocatori nelle migliori condizioni possibili per affrontare le gare”.

Agenzia Ciamillo-Castoria

Cosa vuol dire far parte del mondo azzurro, rappresentare il proprio paese?

“La maglia azzurra è orgoglio e senso di appartenenza. Con quella maglia addosso rappresenti tutta la Nazione e lo devi fare al massimo delle possibilità. Poi, per uno come me, che vive di pallacanestro, poterlo fare con la massima espressione del tuo paese è davvero un traguardo altissimo”.  

Stando dietro le quinte di grandi campioni, ne avrai viste di cose…

“Europei 2015, prima della partita contro la Germania un gruppo di tifosi si presenta in hotel, erano in sei. Nella hall salutano tutta la squadra con i volti cartonati di sei persone, i quattro giocatori esclusi dall'Europeo (Luca Vitali, Cervi, Pascolo, Poeta) più Gianluca Basile... e la sesta faccia... era la mia! Non vi dico le prese in giro da parte di tutti... Questi sei matti ci (mi) hanno seguito dall'Europeo del 2011 in Lituania, poi in Slovenia e per finire erano presenti anche a Varese quando ci siamo qualificati al mondiale. Cercano disperatamente una maglia... e prima o poi...”.

Da uomo dentro lo staff Nazionale, che ne pensi di questo cambio di generazione, tra la “vecchia” guardia dei vari Belinelli, Gallinari e Datome ed i “nuovi” come Mannion o Barchero? Sacchetti ha sempre dato una linea precisa su un rinnovamento.  
“Non ho le capacità per dare un giudizio tecnico, quello che posso dire è che è un gran bel gruppo di persone che ha una voglia matta di indossare la maglia azzurra”.


Agenzia Ciamillo-Castoria

C’è un giocatore che ti ha sorpreso di più?

“Se gli diamo le giuste opportunità e se sono bravi ad afferrarle lo faranno in molti, ne sono sicuro”.

Essendo anche un ufficiale di campo, che situazione si sta vivendo nel mondo arbitrale con l’emergenza sanitaria da Covid-19?

“In questo momento solamente i tesserati partecipanti ai campionati Nazionali stanno svolgendo attività, tutti gli altri sono costretti a stare fermi. Per tenere comunque aggiornati tutti i tesserati, gli istruttori della Commissione Italiana Arbitri si sono organizzati, utilizzando le varie piattaforme informatiche note per la didattica a distanza, sperando il prima possibile di tornare sui campi di gioco”.

Quali step dovete fare per andare ad arbitrare una partita?

“Tutti i tesserati devono sottostare al Protocollo Sanitario Federale a secondo del campionato a cui prendono parte. Come Ufficiale di Campo di serie A prima dell'inizio del campionato abbiamo dovuto fare un test sierologico e due tamponi molecolari”.


Agenzia Ciamillo-Castoria

Come giudichi il campionato? Quanto ha risentito di questa situazione?

“I valori assoluti delle squadre sono più o meno quelli che tutti si aspettavano, con Olimpia Milano e Virtus Bologna avanti alle altre. L'assenza del pubblico è purtroppo una condizione che sta svantaggiando molte società, sia dal punto di vista economico che da quello ambientale. Giocare in alcuni palazzetti con il pubblico o senza è molto diverso”.

Hai arbitrato spesso la Virtus Roma, che pensiero ti sei fatto di tutta la vicenda?

“Dispiace aver perso la Serie A nella capitale, sia come tifoso che come ufficiale di campo (la mia categoria può fare solo i campionati fatti nella Regione). Per gli appassionati, per il movimento e per gli addetti ai lavori pensare ad un campionato di massimo livello privo di un palcoscenico come Roma fa male”.

La preziosa agenda di Curzio cosa recita in futuro?

“A febbraio c'è l'ultima finestra di gare per Eurobasket 2022, a cui l'Italia è già qualificata, tre gare da giocare in Russia a Perm da vincere per guadagnare posizioni nel ranking FIBA. E poi l'appuntamento principale dell'anno a fine giugno, il torneo Preolimpico a Belgrado. Una volta arrivati in finale probabilmente ci toccherà la Serbia, da battere in casa, per andare alle Olimpiadi, facile...no?”.


Agenzia Ciamillo-Castoria


︎ Contact Us
Rome, Italy.