INTERVISTA
In Semifinale con Coach Pilot.

In pochi ai nastri di partenza avrebbero immaginato di trovare l’Eurobasket Roma ancora in lotta a questo punto della stagione. Coach Pilot, uno degli artefici di questa impresa, ci ha parlato delle sue sensazioni alla vigilia della semifinale contro Tortona.   
di Paolo Sinacore @bigshotpaul  


Foto di Marika Torcivia

Un percorso in salita, senza i favori del pronostico e con i riflettori puntati altrove. Eppure per l’Eurobasket Roma è arrivato il momento di godersi appieno quanto guadagnato, con merito, sul campo: stiamo parlando, nello specifico, delle semifinali di A2. Le prime della loro storia.
Sulla strada dei capitolini, dopo Forlì, arriva il Derthona Basket. Ancora una volta i favoriti non saranno loro, ma poco importa. Arrivati a questo punto, entrano in gioco gli stimoli e l’energia con cui si affronta ogni partita. A infondere questo spirito combattivo ci penserà Damiano Pilot, il giovanissimo coach dei romani (classe 1989), appena votato come terzo miglior allenatore del campionato. Un riconoscimento non banale, e non casuale: c’è molto di suo dietro alla crescita di questo gruppo di giocatori e di questa società. 

La tua vita cestistica è legata a doppio filo all’Eurobasket. Raccontaci le emozioni che stai provando in queste frenetiche settimane.
“Sono emozioni molto forti perché vengono amplificate da tutto il percorso che ho vissuto in questa società, dalle grandi difficoltà passate negli anni scorsi e dai grandi sacrifici, quindi tutto quello che abbiamo raggiunto quest’anno lo sento particolarmente. Merito anche del fantastico gruppo che si è creato con squadra, staff e società”.

È stato un percorso lungo; una crescita graduale che vi ha portato a livelli che solo pochi anni fa sarebbero stati impensabili. Che valore dai alla progettazione dietro al traguardo della Semifinale?
“Come in ogni percorso ci sono state cose buone e anche alcuni passi falsi, il merito principale di tutti quelli che ci sono stati in questi anni è stato il non mollare mai e continuare a ricercare la formula migliore per affrontare questo campionato di A2. Per questo anche uno staff giovane come il nostro ha raggiunto questi risultati, perché sono molti anni che facciamo esperienza e lavoriamo in offseason per prendere le scelte migliori, e quest’anno abbiamo sbagliato veramente poco”.

Parlando della serie con Forlì: nelle tre gare vinte avete iniziato l'ultimo quarto in svantaggio, riuscendo sempre a ribaltare il risultato. Si è trattato di accorgimenti tattici, di aggiustamenti, o hai lavorato più sul piano psicologico-motivazionale col gruppo?
“In una serie al meglio delle 5 gare il dispendio fisico è enorme; quindi a livello tattico si possono dare dei flash alla squadra tra una partita e l’altra, e devo dire che i ragazzi sono stati bravissimi a recepire le indicazioni nella serie con Forli. Sicuramente ho lavorato di più sul piano psicologico, cercando di tenere tranquilla la squadra, soprattutto dopo gara 2, e di dargli consapevolezza di quanto stessero facendo. E parlando di fiducia, gara 3 e 4 secondo me sono due capolavori, perché nel momento di massima difficoltà abbiamo reagito di squadra esaltando le giocate dei singoli, recuperando dallo svantaggio con un furore incredibile”.


Foto di Marika Torcivia

Uno dei vostri giocatori di punta, il nigeriano Jamal Olasewere, ha pubblicamente parlato di come siate riusciti a sovvertire tutti i pronostici di inizio stagione. Pensi che questo approccio da “nulla da perdere” possa essere un vantaggio nel prosieguo dei Playoff? Che serie ti aspetti contro Tortona?

“Quando un ragazzo straniero scrive parole come quelle che ha scritto Jamal, vuol dire che hai fatto centro. Riuscire a trasmettere il senso di appartenenza anche a qualcuno che non parla la tua lingua è un altro traguardo di cui vado estremamente fiero, dico spesso infatti che i nostri americani sono diventati romani molto in fretta. Certamente non essere mai stati i favoriti ci ha tolto un po’ di pressione, ma quando trovi avversari forti non basta solo essere “tranquilli”, serve un’enorme concentrazione sui dettagli, e con Tortona sarà fondamentale esattamente come con Forli. Affronteremo un’altra squadra esperta, con tanti giocatori veterani della categoria e con un allenatore molto bravo che ha sempre giocato playoff di alto livello, quindi siamo consapevoli di quanto conterà ogni possesso dalla palla a due di Gara 1”.

Ritieni che i risultati di questa annata possano porre le basi per far sì che l'Eurobasket Roma diventi il punto di riferimento cestistico principale sulla scena romana?
Ritengo di sì, e come ho detto spesso bisogna rendersi conto di quanto sia stato grande il traguardo raggiunto quest’anno. Dopo il covid, in una città come Roma dove fare basket è veramente complicato, sarebbe stato difficile per chiunque portare avanti una stagione di “transizione”. Eurobasket è riuscita a fare la miglior stagione della sua storia, avvicinando nuovi investitori che credono in questo progetto, e gettando basi solide per il futuro. La grande solidità della società non ha fatto altro che fortificare i valori di un gruppo che in pochi mesi si è identificato completamente nei colori della squadra, dandoci spesso quella forza in più necessaria a reagire a una sconfitta o a un parziale avversario nel corso di una partita”.

Ancora complimenti per la splendida stagione, e in bocca al lupo per la storica semifinale!



Foto di Marika Torcivia

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