INTERVISTA
a Matteo Baruzzo
Nel cuore di San Lorenzo, a Roma, c’è un playground storico, che per i ragazzi della San Lorenzo Family è una seconda casa e che con il loro lavoro, insieme a Red Bull, hanno dato vita a qualcosa di unico in città. Matteo Baruzzo è uno di loro  e per lui 3x3 non è una moltiplicazione, ma qualcosa di molto molto di più. 
di Edoardo Caianiello @edoardocaia
credits: ig @sanlorenzofamily

 
Quartiere di San Lorenzo, Roma.

È lì dove pilastri infiniti reggono la tangenziale, dove milioni di persone di Roma passano e si ritrovano in coda.

È lì, tra le mura del Verano ed i vicoli e le piazzette del quartiere universitario.

È lì dove milioni di studenti varcano le porte della Sapienza, dove autobus e tram si danno il cambio, dove roulotte hanno il sapore di casa.

È lì che sorge, proprio in mezzo a tutto questo, il Playground di San Lorenzo, uno dei campetti storici di Roma, il campetto: dove l'Estate si riversa da sempre il basket della città ma anche in Inverno, con quel sole romano, che due tiri non fanno mai male.




Ci sono luoghi che smettono di esserlo nel momento in cui al suo interno ci riversi quello che il tempo della vita, per i suoi ritmi e le sue necessità, non ti permette di godere. E allora in certi posti accadono delle magie, come annientare il valore del tempo, il freddo ed il caldo, in cui amore ed amicizia si confondono, in cui differenze e storie si annullano e si uniscono creando da un canestro all’altro sfide a suon di retine che si muovono e dentro quello stesso campo e fuori dal rettangolo, legami, forti, unici.  

Per un gruppo di ragazzi il playground di San Lorenzo ha smesso di essere un luogo ma è diventato un posto speciale, quella che a tutti gli effetti è una “seconda casa”. E se è vero che la casa è dove si trova il cuore, con tutto il cuore, si sono messi all'opera per rendere casa loro un posto migliore.

Hanno colorato l'estate, insieme allo Scalo Playground 2020, tra tornei, musica, arte anche in un momento difficile come questo ed ora grazie alla visione di Red Bull e di Giulio Lagattolla ed all'arte di Francesco “Piskv” Persichella hanno realizzato un capolavoro.

Ma non si tratta solo di basket: è arte, è riqualificazione urbana, è futuro, è visione, è un sacco di idee e progetti, cuore.

Cuore: non un solo però, ma la somma dei battiti di tutti quelli che quel campo lo vivono: la San Lorenzo Family, un viaggio trasversale che va da una vita all’altra, da un’età all’altra, da una professione all’altra, da una cultura all’altra e che trasversalmente le annulla, come per magia. 




Matteo Baruzzo è uno di quei ragazzi, con la passione della musica e dell’arte, in special modo se applicata al contesto urbano e della pallacanestro, con un battito particolare per il 3X3, che ha inspirato anche il suo percorso universitario e che spera possa diventare (anche alla luce del recente riconoscimento federale) la sua professione.



E se "dimme quante volte hai visto il Cielo sopra Roma ed hai detto quanto è bello", oggi c'è un motivo in più per guardare anche sotto al cielo di questa Città, meglio se con gli occhi di Matteo. 

Cos’è per te il playground di San Lorenzo?

Sto lì da quando sono piccolissimo, da quando ho tredici o quattordici anni. C’è sempre stata gente fortissima ed un livello altissimo, e quindi sono passato dall’aspettare per giocare perché c’erano i più grandi ad essere oggi io uno dei più grandi del campo. E’ pazzesco, soprattutto l’Estate, quando tornano tutti e quel livello si alza ancora di più, ci sono giocatori di tutte le categorie…

Ma quello che conta di più è che per me è casa, è famiglia. E per questo cerco sempre di organizzare al meglio le cose ed abbiamo fatto, insieme, un sacco di roba fatta bene! Una di queste è la nostra Crew, la San Lorenzo Familiy!

Beh, chi è la San Lorenzo Family?

E’ una crew che racchiude i ragazzi che vivono il playground! In cui si va dal geometra, allo studente, al manager, a gente che fa altri sport: un contesto “urban” che ha sentito il bisogno di identificarsi sotto un nome ed un logo che abbiamo creato.





Vi siete resi conto, con il vostro lavoro, di aver riqualificato un’area importante?

Un grande grazie va ai ragazzi dello Scalo Playground, a Federico che è il presidente, che gestendo anche altre aree, ci hanno dato una grossissima mano.

E comunque la verità è che all’inizio no, non stavo vedendo quello che stavamo realizzando. Poi me ne sono reso conto durante l’Estate ed è li che vedi quello che fai quando tutti iniziano a dirlo. L’obiettivo della RedBull era quello di trovare un posto da inserire all’interno di un circuito internazionale e per fare questo siamo riusciti a riqualificare l’area di un quartiere importante, vittima di qualche stronzo e ti posso assicurare che proteggerla è molto molto difficile. Noi ragazzi puliamo volta per volta e ci capita di trovarci un macello dentro, siamo arrivati anche a fare quindici sacchi di immondizia: insomma, facciamo di tutto e ci troviamo di tutto.

Quali sono i momenti più belli che ricordi del playground?

Il primo ricordo è stato il primo torneo con la serata finale che è stata una cosa bellissima, poi la gara delle schiacciate e non posso non ricordare l’inizio dei lavori e a ripensarci oggi, vedere quello che è stato fatto ed averlo visto in fase di costruzione è stato un privilegio! E poi un ricordo personale, anche se oggi i rapporti non sono dei migliori, è quando ho incontrato una persona importante.




Ci spieghi meglio la partnership con Red Bull?

Hanno lanciato la Red Bull Half Court, un format riguardante il 3x3 che è composto da diverse tappe che poi prevede delle finali nazionali ed una mondiale! E la finale dovrebbe essere proprio sul campo di San Lorenzo!

Dove nasce il tuo amore per il 3x3?

Il 3x3 per me va oltre, ne ho fatto addirittura una tesi di laurea in cui studiavo l’organizzazione e la pianificazione dei campionati a livello federale, cosa che è successa di recente. Io credo che nonostante le differenze con il basket classico, essendo totalmente un’altra cosa, assumerà un ruolo dominante. Ho collaborato con il Comitato Regionale Lazio e sinceramente sono un po’ dispiaciuto che nonostante abbiamo raggiunti numeri davvero incredibili mi abbiano sostituito senza nemmeno farmi una chiamata. Spero che il mio impegno per il 3x3 diventi un lavoro, un’occupazione fissa.



Prossimi impegni?

A breve uscirà il video della Family, poi un mio album mixtape e poi se la situazione lo permetterà daremo il via ai tornei non solo con il 3x3 della Red Bull ma anche con tornei 4x4 e 5x5!

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