INTERVISTA
a Stefano Rossi Rinaldi, Press Office Manager della New Basket Brindisi.
Nei giorni scorsi un post della Happy Casa Brindisi ha fatto scalpore. Perchè? La società pugliese invitava a votare un concorrente brindisino del Grande Fratello Vip, per permettergli di entrare nella Casa. Molto rumore per nulla o la cultura richiede esasperatamente più attenzione? Lo abbiamo chiesto direttamente all’autore del post.
di Simone Colongo @sim_uan 

Partiamo dall’inizio… grande clamore e risentimento per il post pubblicato dall’Happy Casa Brindisi riguardo l’invito a votare Mario Ermito, concorrente in nomination al Grande Fratello Vip. Non essendo contrassegnato come post sponsorizzato, si è trattato di un reale sostegno a un personaggio della community brindisina oppure c’è qualcosa di più sotto riconducibile a una strategia social basata su neuromarketing ed interazione?

“Abbiamo spiegato dopo diverse ore in via ufficiale la nostra posizione in merito al post pubblicato. Ognuno si è fatto ovviamente la propria opinione nel corso di questi giorni. Come società sportiva a 360°, abbiamo da sempre sostenuto concittadini, associazioni o aziende indistintamente che rappresentano la nostra città. Lo abbiamo fatto in passato e lo faremo in futuro. Il giorno dopo, per esempio, abbiamo partecipato a una raccolta benefica a favore di un’associazione per la ricerca scientifica sul glioblastoma, un male che ha colpito un ragazzo di Brindisi prematuramente scomparso all’età di 26 anni, invitando la nostra fanbase a partecipare attivamente. Attualmente hanno raccolto circa 16 mila euro. Onestamente non ci aspettavamo questa “chiamata alle armi” dal popolo dei social. Abbiamo accettato mantenendo alta la barra dell’attenzione. Ci siamo messi tutti in “nomination” riprendendo la grafica del GF per nominare il nostro MVP del girone di andata. Un botta e risposta sintomo di un engagement tra i più alti della Serie A come dimostrato dall’ultima ricerca del Sole 24 ore”.


Come ovvio, il post in questione non è piaciuto a tutti. Ha avuto un riscontro positivo invece, per quanto riguarda i dati d’interazione con aumento del fan engagement nei confronti del Team? Ha realmente portato miglioramenti secondo la teoria del “purché se ne parli” tanto cara a Oscar Wilde o è stato un’arma a doppio taglio, producendo malumore tra gli appassionati di pallacanestro con conseguente “unfollow”?

“37.135 persone raggiunte, 819 reazioni/commenti/condivisioni. Diciamo che dal punto di vista social abbiamo cominciato il 2021 al massimo dei giri del motore! Complessivamente durante l’arco delle 48 ore abbiamo aumentato la fanbase di 50+ followers su facebook e 80+ su Instagram. C’è stata molta curiosità questo è innegabile.”


A giochi fatti, con un’identità social così forte, che vede l’Happy Casa Brindisi la regina del digital per quanto riguarda incremento fans, reputi che sia stata una mossa vincente pubblicare tale post o che poteva essere evitata lasciando parlare gli ottimi risultati sportivi stagionali?

“Le scelte fatte nel corso di questi ultimi 4 anni ci hanno sicuramente premiato. Il nostro piano di comunicazione è chiaro, puntuale, innovativo. Abbiamo “invitato” su Twitter Ibrahimovic a essere il nostro nuovo pivot prima di scegliere il Milan, il gallo Gallinari a venire nella città del cervo. Ad Halloween abbiamo travestito i nostri giocatori da personaggi di film horror e il nostro coach Frank Vitucci a fare esperimenti da Frank-einstein. Amiamo comunicare emozioni oltre il lato sportivo e oltre il risultato della domenica. Siamo una società che non lavora solo in funzione della partita ma quotidianamente h24 in funzione anche dei nostri partner”.


Off topic. In un periodo storico dominato dall’online shaming, dal degrado e da una bassezza culturale mai vista prima, reputi che le squadre sportive italiane (non necessariamente cestistiche) debbano farsi carico di messaggi sociali più impegnati, sulla falsa riga del modello #BlackLivesMatter sostenuto dall’NBA, andando a risollevare, tramite i valori dello sport e la potenza social a disposizione, un “sottobosco culturale”, presente ed invisibile, offuscato della società della prestazione?

“E’ un tema sicuramente delicato, oltretutto in questo momento storico. Abbiamo il dovere sociale di promuovere iniziative benefiche a supporto di chi soffre più degli altri. Siamo e saremo sempre in prima linea. Ogni anno organizziamo la giornata Avis per la raccolta del sangue, partecipiamo con i nostri partner alla realizzazione di un calendario il cui ricavato va interamente a favore del reparto pediatrico dell’ospedale Perrino di Brindisi. Tra i vari commenti ricevuti ci hanno definito come “una società che promuove il trash” o “indice di una cultura retrograda ragion per la quale la pallacanestro italiana non crescerà mai”. A costoro invitiamo a seguire la nostra pagina ogni giorno, sicuramente non si annoieranno e la penseranno diversamente”.


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