FOCUS
A metà dell’opera. 
Il campionato di Serie A1 si avvicina al giro di boa, e la corsa al titolo si fa sempre più avvincente. Con una grande favorita e tante pretendenti al trono.
di Paolo Sinacore @bigshotpaul



Se è risaputo che l’incertezza regna ormai sovrana su tutto ciò che circonda il basket nostrano, è altresì vero che dopo tre mesi di partite giocate qualche dubbio dal punto di vista tecnico ce lo stiamo togliendo. Tra le svariate e tristi vicissitudini che aleggiano su questo mondo, tra fallimenti, eventuale blocco delle retrocessioni, o emergenza covid, c’è fortunatamente anche il basket giocato a tenere banco. E gli spunti non sono pochi.

I FAVORITI
Come ogni anno la squadra da battere resta la stessa. A Milano si fa sul serio, come sempre; anzi, più delle altre volte. Le delusioni della prima annata sotto la guida tecnica di Ettore Messina non hanno minato la leadership del coach, che si è semplicemente rimboccato le maniche e ha contribuito a costruire quella che al momento pare essere una corazzata. Permettersi di far girare tre scorer del calibro di Delaney, Shields e Punter fra le guardie, è un lusso persino a livello di Eurolega. Ed è proprio in Europa dove si intuisce il salto di qualità dell’Olimpia, il cui obiettivo minimo è di entrare – finalmente – tra le migliori otto, e giocarsi poi l’accesso alla Final Four di Colonia. L’impresa compiuta poche ore fa sul campo del Real Madrid è un segnale forte in tal senso, anche se forse per competere con squadroni come Cska, Barcellona o lo stesso Real per la vittoria finale, manca ancora un lungo (non ce ne voglia Tarczewski). Per il campionato italiano, invece, il discorso è ben diverso: le dodici vittorie su tredici incontri totali sono il manifesto della superiorità delle Scarpette Rosse.


D’Angelo Harrison, Agenzia Ciamillo-Castoria.

LA SORPRESA
Alzi la mano chi a inizio campionato avrebbe pronosticato il secondo posto solitario di Brindisi al giro di boa. Coach Vitucci si sta affidando a un gruppo di USA che sta ripagando ampiamente la sua fiducia. A capo di questa banda di gringos c’è il 27enne Alaskano D’Angelo Harrison (18.7 punti, 4.8 rimbalzi, 3.8 assist a partita per una valutazione media di 20.5), mix di genio e sregolatezza che in alcuni momenti ha letteralmente trascinato i suoi durante questi primi mesi. Al suo fianco altri quattro americani (Thompson, Perkins, Willis e Bell), tutti oltre la doppia cifra di media. In totale il pacchetto USA sopracitato porta in dote oltre 67 punti a partita, un clamoroso tesoretto realizzativo che li pone dietro alle sole Sassari e Milano per punti di squadra segnati.
Probabilmente ci sono team più attrezzati a insidiare la capolista, ma allo stato attuale delle cose la Happy Casa è stata l’unica (assieme agli uomini di coach Messina) a mettere in piedi una striscia di nove vittorie consecutive. Serie positiva conclusasi, guarda un po’, infliggendo la prima (e finora sola) sconfitta stagionale a Milano. In definitiva, i 4 punti di vantaggio sulle terze non sono di certo un caso.

LE PRETENDENTI
Se Brindisi si lascia ammirare, non si può certo dire che il Banco di Sardegna Sassari e la Virtus Bologna restino a guardare. Seppur tra mille tentennamenti iniziali, e catapultati in vicende al limite del paradossale, Pozzecco e Djordjevic sono riusciti a mantenere il controllo del timone durante la tempesta, e pian piano la situazione sta tornando a essere quella prestabilita. E cioè, stanno tornando le vittorie: cinque nelle ultime sei per Sassari, quattro per Bologna. È ancora presto per stabilire chi sia la più credibile per contendere la vittoria finale a Milano, ma è indubbio che se alcune scommesse andranno in porto (vedi Belinelli), nulla sarà precluso.
Per i campioni in carica della Reyer, il discorso non è poi così diverso. Una crisi di risultati c’è già stata (quattro sconfitte consecutive tra novembre e dicembre), ma il peggio sembra essere passato: il calendario più favorevole ha dato di certo una mano, ma di base resta il fatto che per qualità e profondità del roster, nel novero delle contender, forse Venezia resta un passo avanti a tutte le altre.


Zach LeDay, Agenzia Ciamillo-Castoria.


MVP
Detto delle cifre da applausi di Harrison, impressiona lo strapotere offensivo di Miro Bilan (oltre 17 punti e 8 rimbalzi con un irreale 66% dal campo) e dell’eterno Luis Scola, unico in tutto il campionato a più di 20 punti di media (21.6 per la precisione).
Ma a prendersi la scena in questa prima metà di stagione è un terrificante (in senso positivo) Zach LeDay. L’ex Olympiacos e Zalgiris sta macinando prestazioni dominanti senza soluzione di continuità, formando assieme a un altrettanto clamoroso Shavon Shields (15.4 punti con il 67% da 2) una delle coppie più letali viste sui nostri parquet negli ultimi anni. Tra i tanti campioni di Milano, i due appena citati spiccano per l’impatto devastante che producono nei minuti che Messina concede loro. A LeDay ne bastano poco più di 22 a partita per portare in dote oltre 16 punti con il 56% da 2, il 47.4% da 3, e catturando inoltre 7.6 rimbalzi, per una valutazione media di 22.7: in pratica va al ritmo pazzesco di un punto di valutazione al minuto. Se agli avversari viene poi la malsana idea di spedirlo in lunetta, tanto peggio: sta trasformando i liberi con una percentuale del 90.8%, inferiore solo al mirabolante 95.8% di Spissu.
L’Olimpia ha trovato la sua perfetta macchina da guerra, finora ai limiti dell’illegale in campionato.

MIGLIOR ITALIANO
Pur senza dimenticare le buone cifre di Nicola Akele (9.7 punti e 6.1 rimbalzi) e Marco Spissu (11.6 punti e 7.2 assist), nonché lo splendido inizio di Matteo Fantinelli, bloccato sul più bello da un infortunio alla caviglia, non si possono non ammirare i progressi fatti da Stefano Tonut in quel di Venezia. Il nativo di Cantù sta aggiornando in maniera sostanziosa i suoi massimi in carriera, toccando quota 14.9 punti di media, addirittura 6 in più rispetto a un anno fa. In mezzo a realizzatori di ottimo livello come Daye, Fotu, e Watt, il 27enne si sta prendendo più responsabilità al tiro (11.4 conclusioni a partita con percentuali vicine al 50%), dimostrando di aver finalmente raggiunto una maturità cestistica troppo spesso solo intravista, ma mai supportata dalla continuità. Almeno fino alla stagione attuale: le sole tre gare (su undici) sotto la doppia cifra testimoniano la bontà di quanto fatto.


PalaEur, Agenzia Ciamillo-Castoria.


DELUSIONE
C’è chi a livello tecnico ha parzialmente deluso (vedi Adrian Banks), o chi, come la Fortitudo Bologna e la Germani Brescia, sta trovando difficoltà a raggiungere i risultati prefissati, tanto da ricorrere al cambio dell’allenatore. Ma quello che più stride vedendo la classifica della Serie A1 è notare che rispetto a inizio stagione manca un nome all’appello. La vicenda Virtus Roma è giunta al triste epilogo dopo anni di stenti, iniziati con la rinuncia all’Eurolega, proseguiti con l’autoretrocessione, e conclusi con il mesto fallimento.
Un lustro di mazzate emotive che hanno messo a dura prova lo spirito dei tifosi, vittime inermi di fronte all’ennesimo brutto capitolo della pallacanestro italiana. La ferita è ancora fresca, ed è presto per capire se e quando rivedremo il nome della società capitolina nel basket che conta.

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