SERIE A
Radici 
E’ partita da Roma per gli States con la consapevolezza che sarebbe tornata. Il ricordo dei nonni, una laurea, una bella storia azzurra. 
di Edoardo Caianiello @edoardocaia



“Sono una tranquilla, mi piace un sacco vedere altri sport e lo confesso: mi piace mangiare! Vuoi mettere una cena in un bel ristorante?”

Era piccolissima quando per seguire il lavoro di Mamma e Papà ha lasciato Roma per volare negli Stati Uniti, direzione Dallas, Texas. Dentro una valigia ci sono i vestiti, qualche paio di scarpe, qualche cappellino figo da sfoggiare negli States, una storia con la pallacanestro che ancora non sa che è tutta da colorare, i sapori della cucina più buona del mondo, quella dei nonni, e la promessa che prima o poi sarebbe tornata.

Agenzia Ciamillo Castoria 

Squilla il telefono, risponde una dolcissima voce italo-americana. Quella voce che hanno le attrici di un altro cinema, di grandi dive, di vestiti pazzeschi e di un tempo che in quanto passato non c’è più.

“Il mio ricordo più bello? Cavolo, sai che proprio non riesco a ricordare…ero piccolissima quando sono partita. Mi ricordo i miei nonni, loro me li ricordo davvero bene e poi mi ricordo della scuola: io chiaramente avevo imparato l’italiano e quindi mettersi alla prova con una lingua diversa, non era facilissimo”.

La vita va avanti e Beatrice si iscrive alla NorthWest University, in Louisiana. Studia Business and Adminstration e con lo studio le cose vanno un sacco bene, talmente bene che qualche dubbio se continuare a giocare a pallacanestro potesse essere ancora la sua strada:

“Ho capito che avrei fatto la giocatrice di pallacanestro piuttosto tardi. Ero al College e non ero ancora per niente sicura se continuare oppure gettarmi nel mondo del lavoro ma poi il mio ultimo anno è andato molto molto bene e ne ho parlato con i miei genitori. Loro mi hanno supportato ed hanno appoggiato la mia scelta e così…”

Spesso, dopo un’andata c’è anche un ritorno. Il biglietto di Beatrice è per la Germania. Ha vinto al college, ha vinto anche in Germania, ma una promessa è una promessa: vuole tornare in Italia.

“Ho coronato un mio sogno. Ho sempre sentito così forte il richiamo delle mie radici: lo sentivo nelle tradizioni della mia famiglia, nella cucina di casa mia. Me lo ero promessa”.

I viaggi a trovare i nonni non sono mai mancati, ma con la palla a spicchi sotto braccio ancora no. Vacanze Romane a tutti gli effetti, dal caldo di Dallas all’afa romana ma con tutto il rispetto per Dallas, i profumi di Roma, il Texas ancora ci deve lavorare un po’.

Ecco il ritorno con la borsa da basket: la prima tappa è Vigarano dove la sua stagione si chiude a 12 punti di media e poi la chiamata di Venezia. Lavora forte Beatrice, lavora duro, la sua mentalità da sportiva è stata allenata in maniera vincente.

Agenzia Ciamillo Castoria 

Divora sport in televisione appena può: i Mavs di Dallas li guarda con particolare attenzione, un occhio di riguardo ce l’ha la storia dell’astro sloveno Doncic ma se uno sguardo è sul basket, la visione di insieme è sulla realtà sportiva in generale.

“Negli Stati Uniti il calcio non è proprio lo sport nazionale (ma guardava anche quello) e sin da quando ero piccola mi è sempre piaciuto anche il Tennis, visto che ci giocavano spesso anche i miei genitori”

E la sua atleta di riferimento viene proprio dai campi battuti da una pallina gialla: “Se ne devo scegliere una ti direi Serena Williams”.

[Piccola pausa. Potete affannarvi a fare tutte le scuole di inglese che volete ma quando sentite una come Beatrice pronunciare “Serena” e “Business and Administration” e poi provate a pronunciarla voi subito dopo, vi rendete conto che forse era meglio non provarci. La persona che sta scrivendo ci ha provato poco dopo e nemmeno ho finito di dire Admini…che forse andava bene già così.]

Riprendiamo. Serena Williams come atleta di riferimento, il perché è chiaro: “…per quella grinta con cui gioca, perché si vede sempre la sua voglia di vincere”.

Agenzia Ciamillo-Castoria 

Ed in effetti a vederla in campo si capisce perché di Serena Williams a Beatrice abbia colpito la grinta. Gambe piegate, difesa, difesa ed ancora difesa e quello sguardo fisso sull’avversario che ti segue sempre, come le foto dentro i negozi che puoi provare a spostarti quanto vuoi, ma loro ti seguiranno sempre.

E poi c’è uno contro uno, soluzioni da tre punti ed il modo giusto, al momento giusto di saper andare a canestro.

Ma soprattutto c’era un altro sogno da coronare: vestire la maglia azzurra. Arriva la chiamata di Lino Lardo per le partite di qualificazione al prossimo campionato europeo:

“Questo era il mio altro sogno. Lo volevo con tutta me stessa ed è andato tutto bene per fortuna, abbiamo fatto un gran gioco di squadra, è stato davvero bello. E non  ho mai pensato, mai ai miei punti, ero talmente concentrata…E poi ha aiutato anche tanto che un po’ ci conoscevamo tutte per esserci incontrate in campo, anche perché non avevamo tanto tempo a disposizione e quindi sono molto felice che sia andata così”.

20 punti in 18 minuti, con 4/6 da due e 2/4 da tre: due vittorie all’esordio con la maglia azzurra ed una grazie a Beatrice, certe volte i sogni si avverano davvero.

Agenzia Ciamillo Castoria 

Ma c’è ancora la laurea in Business and Administration (mi raccomando di non pronunciarlo se non siete anglofoni) che nella testa di Beatrice ha ben chiaro il tragitto. Quando i giorni di basket finiranno, il percorso è abbastanza chiaro:

“Mi piacerebbe lavorare per una squadra, per un’organizzazione sportiva di una qualsiasi disciplina. Diciamo che in Italia ho notato che ci sia più propensione per determinati tipi di sport a livello femminile e quindi quello che mi piacerebbe vedere è che a livello scolastico venga data la possibilità di provare più sport possibile, soprattutto ai bambini piccoli”.

“Quello che mi piacerebbe, quando ne avrò l’occasione è creare la cultura giusta, dal primo all’ultimo componente della società: senza la giusta “cultura” non si va da nessuna parte, puoi avere tutto il talento che vuoi, in ogni ruolo, ma il talento non è mai abbastanza”.

Ha il numero 30, è nata a Roma il 5 Novembre 1994. Si chiama Beatrice Attura.
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