Serie A2 
MADE IN JEF
Partito da Roma, oggi è a Forlì: la Stella Azzurra, la paura di smettere, la gavetta. 
di Edoardo Caianiello @edoardocaia


Chiamatelo pure “Jef” ma all’anagrafe lo troverete sotto il nome di Yancarlos Rodriguez Made, sangue dominicano ed un tatuaggio sul petto a ricordare a tutti le sue origini.

La sua avventura inizia a Roma, nella zona Nord, poco prima che Via Flaminia si trasformi in Via di Tor di Quinto. C’è una piccola discesa e poi un viale che porta all’arena Altero Felici, casa della Stella Azzurra.

Credits: Ufficio Stampa Pallacanestro Forlì 2015 / Massimo Nazzaro

Una scuola d’eccellenza giovanile, che quest’anno approda in A2, con un’idea chiara: insegnare al talento il concetto di lavoro e trasformarlo in futuro. E questo è stato il destino di tanti ragazzi, proveniente da tanti e tanti paesi che con la “Stella” sul petto hanno iniziato il loro viaggio, azzerando le diversità, parlando quella sola della pallacanestro.

“I ragazzi vengono da ogni parte del mondo e questa cosa ti permette proprio di entrarci nel mondo. Tu dormi e vedi ragazzi che si svegliano alle cinque di mattina per pregare e ti domandi come possa poi giocare il pomeriggio ed invece, lo fa. La verità è che la Stella Azzurra ti mette tutto a disposizione, è un’isola felice ed è quando esci da là che la vita ti mette alla prova”.

Ma torniamo al presente. Domenica il campionato taglia i nastri ed il campionato di Forlì inizia con il derby contro Ferrara: “Sono carichissimo ed emozionatissimo, è stato bello poter giocare in Supercoppa ma ora si inizia a fare sul serio”.

C’è chi li chiama Stage, chi li chiama tirocini, chi è affezionato al vintage sapore del termine “gavetta”. E Yancarlos ne ha girata di Italia nel corso della sua carriera, da Via Flaminia è stato in Puglia, in Sicilia, nelle Marche, ha scavallato la linea del Po, ha sentito sulla sua pelle l’emozione del tifo di Cantù, ha risposto alla chiamata di Roseto, ed ora si affaccia e vede il mare, a Forlì.

“Per me avere fatto la gavetta ha un significato molto speciale. Ne ho fatta tantissima ed in certe occasioni con un po’ di fortuna in più  avrei potuto mostrare il mio valore. Però essere qui ed ora, è un motivo di orgoglio, non ho mai mollato e lavoro sodo per fare sempre meglio! Quattro anni fa mi sono ritrovato ad allenarmi con una squadra di Serie C vicino Rieti dopo essere stato tagliato da una squadra di B in Puglia, poi ho firmato con Barcellona Pozzo di Gotto.  

Ma ho pensato di smettere. Ad un certo momento ho davvero pensato la cosa migliore sarebbe stata smettere”.

L’anno successivo arriva la firma con Nardò, formazione salentina. Arriva un infortunio a bloccare il cammino di Yancarlos e quando arriva il momento di tornare in campo, il taglio.

Ma casa è sempre casa ed a tendergli la mano è Germano D’Arcangeli: “Ringrazierò sempre Germano, per tutto quello che mi ha insegnato da piccolo e per avermi salvato in quell’occasione. E poi quella stagione da che era iniziata malissimo è diventata una storia bellissima e con la Stella Azzurra, dai playout siamo arrivati ai playoff”.

Nella vita ci vuole un po’ di fortuna. Jef non ne ha avuta in certe occasioni, l’ha avuta quando D’Arcangeli lo ha riportato a casa ma l’essere diventato Papà è il biglietto vincente della lotteria: “Mia figlia è stata una delle mie fortune, mi sento davvero molto molto responsabilizzato dal suo arrivo. La mia compagna Ilaria mi aiuta tantissimo, sono la mia famiglia.”

Chi si ferma, è perduto. E quando conosci la salita, sai come affrontarla, con l’allenamento e con il lavoro.

Forlì è una di quelle occasioni che non ti puoi permettere di lasciar passare così. La Supercoppa, seppur con la sconfitta in finale contro Scafati, ha fatto capire tanto di Rodriguez e di quanto sia pronto a dare una mano ad una squadra ambiziosa.

Non c’è solo il tiro da tre punti ma tanto ancora da fare: “Voglio diventare più aggressivo, più pericoloso, cambiare il mio atteggiamento sul pick and roll, aumentare la mia velocità e lavorare tanto sul mio playmaking”.

Parola di Jef, Made in Juancarlos Rodriguez.
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