SERIE B 
Bakery, alza la Coppa! 
L’abbraccio tra Vico e Perin dopo un assist mancato, i quattro liberi di Liam Udom (fratello minore di Mattia di Brindisi) nel finale, lo sfondo subito da Duilio Birindelli, capitano di tante battaglie, nell’ultima azione difensiva.  La società del presidentissimo Beccari non è del tutto nuova a questi livelli, aveva già vinto una volta la B e partecipato, ma sempre retrocedendo, in due circostanze al campionato superiore ed è uno dei roster in assoluto più interessanti di questo campionato di B, di cui ha appena vinto la Coppa Italia! 
di Donatello Viggiano @donavig
credits photo: Agenzia Ciamillo - Castoria 


L’abbraccio tra Vico e Perin dopo un assist mancato, i quattro liberi di Liam Udom (fratello minore di Mattia di Brindisi) nel finale, lo sfondo subito da Duilio Birindelli, capitano di tante battaglie, nell’ultima azione difensiva. Se dovessimo scegliere, tra tanti, i tre flash più nitidi della Piacenza vincitrice della Coppa Italia di B, probabilmente sarebbero questi. Sotto di 14 nella semifinale contro la sorprendente Livorno, addirittura di 17 contro la Real Sebastiani nell’atto conclusivo della rassegna romagnola, la Bakery non si è mai demoralizzata o tirata indietro, tenendo fede con grinta e orgoglio, ma anche con altrettanta lucidità, alla premessa / promessa di coach Campanella alla vigilia, ovvero di godersi ogni secondo di questa finale.



La società del presidentissimo Beccari non è del tutto nuova a questi livelli, aveva già vinto una volta la B e partecipato, ma sempre retrocedendo, in due circostanze al campionato superiore ed è uno dei roster in assoluto più interessanti di questo campionato di B. “Quello probabilmente con l’età media più bassa tra le otto contendenti”, aveva dichiarato il tecnico toscano in sede di presentazione, con due over 35, Vico e Birindelli, tre giocatori nel pieno della loro maturità sportiva quali Sacchettini, Perin e Planezio ed un manipolo di under che ha saputo confermarsi nell’essere il valore aggiunto, in un campionato in cui è raro vedere ruoli di responsabilità in club di vertice, di una squadra che mediamente ruota nove giocatori, tutti tra i 17 e i 28 minuti di utilizzo nella prima fase. 

 

Dopo aver perso al debutto a Vigevano, la Bakery non si è praticamente più voltata indietro nelle prime 17 gare di stagione regolare, inanellando dieci vittorie in fila prima di fermarsi di misura solo in casa con Pavia, riprendendo prontamente la marcia che si allunga anche col triplo referto rosa del weekend di Coppa: un ruolino di marcia che vale il primo posto in classifica alla pari con l’altrettanto interessante capoclassifica Agrigento, in attesa dello scontro diretto da giocare in casa il 18 Aprile.




Fin dall’estate l’organico tirato su dalla Bakery era sembrato tra i più affascinanti, scommettendo sui suoi giovani (De Zardo 13.9 e 6.7 rimbalzi di media nel girone B2) saggiamente affidati ad un coach che aveva già vinto due scudetti con le giovanili della Mens Sana Siena (con Perin e i trionfatori della Coppa di A2 Monaldi e Iannuzzi) e l’aveva seriamente messa in difficoltà con la sua Cecina nel 2015, perdendo solo 3-1 nella finale del girone. In partite senza ritorno come quelle della Coppa è giustamente toccato ai più “grandi” salire in cattedra, con Vico e Perin prima capaci di riprendere a suon di triple Livorno in semifinale, poi a dividersi le responsabilità di guidare la doppia rimonta (25-37; 36-53) per evitare la fuga della Sebastiani nell’atto decisivo.




Il play classe ’93 ha segnato 15 punti nella prima metà, l’italo argentino 17 negli ultimi 15 minuti di gara: aveva vinto tre campionati in quattro anni con Siena, Forlì e Cento ed era arrivato come ciliegina sulla torta del mercato estivo proprio per essere l’uomo da cui andare nei momenti decisivi. Dopo il 65-63 di Vico e il controsorpasso da tre dell’ex Cena, l’hanno chiusa i quattro liberi di Udom (classe 2000) e lo sfondo subito da Duilio Birindelli, il capitano che aveva già portato Piacenza in A2 tre anni fa e torna a vincere la Coppa nove anni dopo averla conquistata con Agrigento. Un palmares cui si aggiungono le promozioni con la stessa Moncada, Massafra ed Eurobasket, prima appunto di quella con la Bakery nel 2018 ed una final four persa con Agropoli nel 2015: un uomo che non va giudicato dalle statistiche, ma che vorresti sempre in campo in questo tipo di sfide, perché solitamente non le perde (quasi) mai.

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