FOCUS - Ashley Ravelli
Spirito Libero 
Da bambina lo sapeva che avrebbe fatto la giocatrice e così è stato. Uno spirito libero a cui piace trovare soluzioni e che sogna la panchina di un college. Oggi è a Empoli, Lei è Ashley Ravelli. 
di Edoardo Caianiello @edoardocaia

credits: Ciamillo Castoria
credits: Gianni Nucci 
credits: profilo Instagram Ashley Ravelli 

Il suo numero è il #14 e le idee sono abbastanza chiare, sin da bambina. Lo aveva confessato alla mamma in un video che nella vita avrebbe fatto la giocatrice di pallacanestro, e così è stato. A quattordici anni è volata negli States e quell’esperienza le ha cambiato la vita, prima di tornare in Italia, a Broni, Lucca ed oggi ad Empoli. 
Si dice che non si può fermare il vento, soprattutto quello che soffia da uno spirito libero che spazza via i luoghi comuni e che tra una soluzione e l’altra da trovare, conosce la sua strada. 
Quella strada che nel sogno di Ashley, porta alla panchina, quella di un college magari. 




Chi è Ashley?

Uno spirito libero, cresciuto da e tra tante culture, grazie ai miei genitori, che ama viaggiare, provare e provare cose nuove, a cui piace trovare soluzioni e che molto raramente chiede aiuto, che si mette alla prova ed a cui piace sperimentare.

Che sognava di fare Ashley da bambina?

C’è un video che ha mia mamma in cui dico che volevo diventare una giocatrice Wnba e più passava il tempo, più ero sicura che avrei fatto la giocatrice di basket!



Consiglieresti ad una ragazza oggi l’esperienza negli States?

Essendo americana ho sempre avuto una diretta conoscenza con il mondo degli Stati Uniti ed il mondo dello sport è addirittura un mondo a parte ancora di più in America. A quattordici anni ho detto a mia mamma che sarei andata e Lei è stata fantastica a supportarmi in questa mia scelta: mi ha dato una mano a fare i CD con dentro i miei highlights da mandare alle diverse scuole…oddio, c’erano ancora i CD. Comunque, io lo dico sempre alle ragazze che ne vale la pena, se non altro perché è davvero una grande esperienza di vita, che ti cambia la prospettiva su un sacco di cose che vivi e che vedi! Poi è una questione di scegliere il posto giusto dove andare, ci sono così tante scuole ed ognuna con i suoi programmi. Mi rendo conto che una delle cose che più mi ha lasciato quella esperienza è permettermi di fare un salto fisico incredibile!

Quali sono i luoghi comuni sul basket femminile che preferisci?

1.     Quando sento che solo le prime tre o quattro squadre sono degne di giocare in A1 e le altre invece, no. Scusatemi? Mi viene da ridere perché non hanno idea di quello che dicono.

2.     La storia che si ripete continuamente che siamo “sensibili”. Si, certo che siamo sensibili, sono anche d’accordo, ma non in campo. Basta! Basta!

3.     E sull’omosessualità nel basket femminile. Trovo assurdo, davvero assurdo che si parli, che si commenti e che si facciano battute su questa cosa. Ma chi se ne frega.



Che sogno ha Ashley per il suo futuro?

Riuscire ad avere una famiglia, forse perché ho sempre vissuto la mia vita da donna molto indipendente. E sogno la mia carriera, magari da allenatrice, una cosa che ho sempre voluto. E mi piacerebbe farlo per una squadra di college, magari allenando proprio dei maschi. Sai, mi immagino un giorno sulla panchina di un college con la mia famiglia a guardarmi dagli spalti. Purtroppo mi dispiace dirlo ma non mi vedo in panchina in Italia, perché non ci stiamo prendendo cura del nostro movimento e di questo ne risentono i nostri ragazzi, vedo un sacco di talenti che non vengono gestiti bene.

Di’ qualcosa alla Ashley che iniziava a fare la giocatrice…

Credici, credi in te stessa un po’ di più.



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