TOP10 
Migliori realizzatori del campionato italiano.
Nel corso degli anni, implacabili macchine da punti hanno calcato i parquet nostrani, mandando in visibilio le tifoserie di alcune fra le squadre più forti del continente. Da appassionati incalliti quali siamo, ne ricordiamo le gesta, ripercorrendo questa strabiliante lista di campioni.
di Paolo Sinacore @bigshotpaul

La gloriosa storia dei maggiori campionati italiani di basket (Serie A1 e A2) è costellata di corazzate che hanno fatto incetta di coppe europee, iniziando vere e proprie dinastie. Ma a restare nell’immaginario collettivo, sono spesso i singoli; in special modo, chi espone con più sfrontatezza il proprio talento.

Diciamocela tutta: quando da giovanissimi tifosi davamo un’occhiata ai primi box score, l’occhio cadeva sempre sui migliori marcatori. E in un campionato di così alto livello, sono passati veri e propri fenomeni. Qualcuno ha fatto della longevità la sua arma, ad altri è bastato meno tempo per lasciare comunque un segno indelebile.


Roberto Premier
Il talento offensivo di Roberto esplode nelle metropoli: prima 8 anni a Milano, poi 5 a Roma; una carriera costellata di trofei (addirittura 5 scudetti con l’Olimpia) e caratterizzata dal suo tiro mortifero.



Walter Magnifico
La storia di Pesaro in un nome e in un cognome. Diciannove stagioni (di cui 16 consecutive) alla Scavolini: esempio di longevità ad altissimi livelli, con 14 annate di fila in doppia cifra di media, e due storici scudetti a sugellarne la grandezza.



Renato Villalta
Una delle tante bandiere virtussine; passa 13 stagioni alle V nere, in cui vince 2 scudetti e si rende protagonista di una delle epoche più vincenti del nostro basket: tre medaglie (una d’oro) con gli azzurri agli europei, oltre allo storico argento olimpico di Mosca nel 1980.



Larry Middleton
Probabilmente nemmeno Larry, quando si presentò a Trieste a fine anni ‘80, avrebbe mai pensato che la sua vita si sarebbe indissolubilmente legata al nostro paese. Una guardia tiratrice come lui sembrava venire dal futuro: atletismo e tiro fuori dal comune, con sei stagioni consecutive oltre i 20 di media a inizio ‘90. Il finale di carriera è ad Avellino, capace ancora di segnarne 35 in una partita a 39 anni suonati.



Mario Boni
Se parliamo di capacità di fare canestro, in pochi possono stare al passo di Super Mario. Se consideriamo la media punti (20,8), è il miglior italiano di tutti i tempi. Una macchina senza pietà per gli avversari, limitato dal suo carattere quantomeno irascibile, ma spinto da una competitività a tratti strabordante. Vince una storica Korac e la Coppa di Grecia in due stagioni all’Aris Salonicco, ma è a Montecatini dove raggiunge livelli da fantascienza, chiudendo un campionato a oltre 30 di media.



Bob Morse
Era il 1972, e a Varese atterrò un marziano proveniente da Philadelphia. In 9 stagioni conquista 10 titoli, tra cui 4 scudetti e 3 coppe dei campioni, il tutto condito da 3 annate a oltre 30 punti di media, senza mai scendere sotto i 26,4 del 1975/76. Semplicemente indifendibile.



Chuck Jura
Nelle file della Mobilquattro Milano non si poteva di certo competere con i cugini dell’Olimpia o con le superpotenze degli anni ‘70 (Varese, Bologna, Cantù), eppure grazie a Chuck la gente faceva la fila per assistere alle prodezze del suo idolo. Se si trattava di fare canestro se la lottava coi migliori, e spesso faceva anche meglio: arrivò a vincere addirittura 3 titoli di capocannoniere consecutivi, dal 1975 a 1978.



Carlton Myers
Più che un semplice giocatore, un simbolo. Tra i vari risultati raggiunti segnaliamo: gli 87 punti in una partita di A2 con la maglia di Rimini, il titolo di capocannoniere nel 1995/96, lo scudetto del 2000 alla Fortitudo, l’argento e l’oro agli europei del 1997 e del 1999 con la maglia azzurra. L’immagine più forte resta però quella delle Olimpiadi del 2000, quando viene scelto come portabandiera della delegazione italiana.



Oscar Schmidt
Arriva in Italia a soli 24 anni, quando era già parecchio tempo che martellava le retine del campionato brasiliano. A Caserta, per farla semplice, diventa qualcosa che quasi sfora nella divinità: sulle 8 stagioni disputate in Campania, ben 6 consecutive sono oltre i 30 punti di media. A Pavia poi si ritrova anche in A2 per un’annata, giusto il tempo di farne 44 di media. Icona della nazionale verde-oro, dal 2013 entra a far parte della Hall of Fame a imperitura testimonianza della sua grandezza.



Antonello Riva
Semplicemente, il basket italiano. Con Nembo Kid basterebbe questo per comprenderne la straordinarietà che ha rappresentato su un campo da basket dalle nostre parti. Un tiratore pazzesco, forte e atletico, uno dei tanti che avrebbe detto la sua in Nba. Ce lo siamo invece goduti nel nostro campionato, dove ha letteralmente dominato gli ‘80 fino anche ai primi anni del ‘90: uno scudetto e due coppe campioni a Cantù, l’oro europeo di Nantes nel 1983 e l’argento di Roma nel 1991 con la Nazionale, il tutto inanellando 10 stagioni a oltre 20 punti di media.


Foto di Agenzia Ciamillo-Castoria e Olimpia MilanoTV
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