TOP10 
Fuga di polpastrelli.
C’è chi è dovuto partire verso altri lidi per trovare spazio. C’è chi ha realizzato il sogno Nba e chi magari ci è andato vicino. Spesso in Italia non comprendiamo il reale valore di alcuni giocatori. E il viaggio all’estero, più che una necessità, diventa un vero e proprio trampolino di lancio.
di Simone Colongo @sim_uan

1) Achille Polonara - Saski Baskonia
La parabola del prode Achille è quanto di più inaspettatamente bello possa accadere. Considerato a inizio carriera un prodigio dal punto di vista atletico, Polonara ha dovuto migliorare su quasi ogni aspetto tecnico nel corso degli anni. La maturità tattica la trova (ovviamente) all’estero, nelle file del glorioso Baskonia. Con risultati impressionanti: titolo Acb da protagonista al primo colpo, e posto da titolare in una squadra di Eurolega.


2) Danilo Gallinari - Atlanta Hawks
Su Danilo non ci sarebbe molto da dire, se non che siamo di fronte a uno dei più forti giocatori italiani di tutti i tempi. Sono passati dodici anni da quando i New York Knicks lo scelsero al draft fra lo scetticismo generale. Se dopo tutto questo tempo è riuscito a strappare un contratto da 22 milioni di dollari agli Atlanta Hawks, un minimo devono essersi ricreduti anche dall’altra parte dell’oceano.


3) Michele Vitali - Brose Bamberg
Michele si è palesato tardi sul grande palcoscenico, ma una volta che si è fatto vivo non ha mai smesso di migliorarsi. La prima volta all’estero risale a due anni fa, ad Andorra, dove fa benissimo. Dopo un passaggio a Sassari, le irresistibili sirene tedesche suonano anche per lui: il Brose Bamberg gli concede subito minuti e responsabilità; il fatturato di queste prime uscite stagionali è di 12 punti col 50% da 3 in 25 minuti di gioco.


4) Simone Fontecchio - Alba Berlino
La carrellata di italiani in terra teutonica va avanti con Fontecchio, l’ennesima promessa a cui probabilmente non sono state date abbastanza chance in patria. Lo chiamano all’inizio di questa stagione i campioni in carica dell’Alba Berlino, e in un amen si prende il posto da titolare. Prima dell’infortunio alla caviglia viaggiava a 10 punti di media sia in Germania che in Eurolega.


5) Sasha Grant - Bayern Monaco
Parlavamo appunto di società organizzate come quelle tedesche, che hanno fatto di una progettualità mirata e graduale il loro marchio di fabbrica. Ecco spiegato l’approdo del giovanissimo Sasha al Bayern Monaco nel 2017, a soli 15 anni di età. Adesso è parte integrante del roster della prima squadra, e coach Trinchieri comincia già da ora a regalargli qualche minuto fra i grandi.


6) Nicolò Melli - New Orleans Pelicans
Un talento cristallino, e un percorso pieno di ostacoli. Nicolò fa fatica a trovare il suo posto nel basket che conta, ma quando trova la quadratura del cerchio a Bamberg (all’estero, guarda un po’…), non si ferma più: protagonista anche a Istanbul col Fenerbahce insieme a Datome, per poi effettuare il triplo salto mortale in Nba. Qualche astenia iniziale, ma in breve tempo a New Orleans si guadagna spazio e fiducia. Se tutto va come deve andare, non lo rivedremo in Europa per un bel po’.


7) Diego Flaccadori - Bayern Monaco
Dopo un lustro di importanti traguardi a Trento, Diego non ha esitato ad accettare l’offerta migliore quando è giunta l’ora di fare il salto di qualità: via dall’Italia, direzione Monaco di Baviera. La Bundesliga è al momento una delle leghe più in salute d’Europa, e società organizzate come quella del Bayern Monaco non rappresentano un unicum. Per Flaccadori, ancora giovanissimo (24 anni), un vero esame di maturità.


8) Daniel Hackett - CSKA Mosca
Il figlio di Rudy ha sempre avuto la palla a spicchi nel suo destino. E non ha di certo tradito le attese, sia da giovane promessa della sua Pesaro, che da trascinatore dell’ultima Siena scudettata. Poi, però, qualche passaggio a vuoto, e la necessità di rilanciarsi lontano da casa: amato prima ad Atene dai tifosi dell’Olympiacos, poi a Bamberg, e infine a Mosca da quelli del Cska, dove si è tolto la soddisfazione di vincere l’ultima edizione dell’Eurolega.


9) Amedeo Della Valle - Košarkaški Klub Budućnost Podgorica
Amedeo all’estero, cestisticamente, ci è cresciuto. Ha scelto di formarsi negli USA, finendo la sua esperienza con il biennio nella prestigiosa università di Ohio State. Ma lo ha fatto con l’obiettivo di tornare a bucare le retine tricolori, fra Reggio Emilia e Milano. La necessità di trovare spazio lo ha costretto poi a rimettersi in gioco fuori dai confini: prima a Gran Canaria, ora a Podgorica.


10) Alessandro Gentile - Club Baloncesto Estudiantes
Ecco, lui la Nba l’ha vista veramente da vicino. Gli Houston Rockets ci hanno pensato a portarlo oltreoceano, eccome se ci hanno pensato: Alessandro aveva appena vinto lo scudetto a Milano, da Mvp delle finali. Correva l’anno 2014. Il salto di qualità non c’è stato, quello all’estero sì: quello di quest’anno è il secondo stint in quel di Madrid, sponda Estudiantes. Oltre 14 punti in Acb non sono una barzelletta, ma il 18% da oltre l’arco è il simbolo della discontinuità che ne ha caratterizzato la carriera.


Foto: Agenzia Ciamillo-Castoria
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