TOP10 
Le maglie più “strane” del basket.
Improbabili, strane, mai viste prima: belle o brutte, a volte capita che siano proprio le divise, e non le giocate dei nostri campioni, a rubare l’occhio.
di Simone Colongo @sim_uan

1) Roosters Varese 1999/00
Il primo posto non si discute. Senza sponsor, è superfluo precisarlo, la fantasia prende il sopravvento. E allora ecco la divertente “americanata” dei Roosters di Varese. 1999, col galletto in bella vista a prendersi la scena. Innovativa, stravagante e impreziosita dallo Scudetto della Stella vinto pochi mesi prima e cucito sul petto.



2) VL Pesaro City iD 2020
Calco di una recente trovata NBA, le maglie della City iD regalano spunti interessanti anche nel Belpaese. Pesaro presenta una versione che, diciamocela tutta, disorienta. In primis, gli avversari. E a noi piace proprio per questo: un po' Dalì, un po’ Escher. Sicuro è che non passa inosservata. Un bravo a Erreà!



3) Stefanel Trieste 1985
L’abbinamento arancione-nero, il vecchio simbolo Stefanel che fa tanto anni ‘80, il ricordo indelebile di una serata estiva da consegnare ai posteri. Il valore aggiunto? Il numero 23 di Michael Jordan, giovanissima stella NBA che la indossò durante la tappa triestina del tour organizzato dalla Nike nel 1985. A occhio e croce, deve avergli portato fortuna.



4) Fortitudo Kontatto Bologna 2016/17
Una società con una storia simile che si ritrova in serie A2 deve per forza di cose distinguersi. È forse proprio da questa riflessione che nasce la maglia a pois della Fortitudo 2016/17. Il risultato può lasciare a desiderare, ma l’effetto è ipnotico: fashion e fuori dagli schemi.



5) Reyer Venezia Eurocup 2015/16
Che a Venezia abbiano uno spiccato senso dello stile, non sorprende. Che tale raffinatezza possa esprimersi su una maglia di basket, non ci avremmo mai scommesso. Almeno fino a quando la Reyer non svelò la divisa per l’Eurocup 2015/16. Baroccheggiante, come non si era mai visto prima su un parquet.



6) Dinamo Sassari BCL 2020/21
In questa edizione della Champions League, Sassari ha deciso di presentarsi in bello stile. Magari i toni possono risultare leggermente sgargianti, ma l’accostamento verde-blu non dispiace. Nel bel mezzo del layout frastagliato spicca il fulmine, simbolo originale della società fondata nel 1960.



7) Yoga Bologna 1986/87
A volte la semplicità paga. A Bologna nel 1986 optarono per una maglia rossa, praticamente a tinta unita, con il celebre logo dei nettari Yoga posizionato al centro. Quello che a primo acchito sembra un progetto senza particolare inventiva, ai giorni nostri, col suo effetto vintage, fa la sua porca figura. Tralasciando il fatto che chi la indossa sembra una gigantesca bottiglia di succo all’arancia rossa…ad avercene di quei roster…



8) Olimpia Milano Coppa Italia 2020
Cosa ci fa l’Olimpia Milano con i colori dei Los Angeles Lakers? Con le magliette utilizzate per la Coppa Italia 2020 non si trattava (purtroppo) di celebrare una ricorrenza. È stato piuttosto il sentito omaggio ad un campionissimo che ci aveva tragicamente lasciato qualche giorno prima. Per Kobe, questo ed altro.



9) Carpisa Napoli 2005/06
Non sarà certo l’esempio massimo di stravaganza. Ma quando vedi questa maglia, vedi Greer, Morandais, Rocca, Spinelli e - soprattuto - Mimmo Morena, icona del basket napoletano. A questi nomi è legata l'età dell’oro della società partenopea che portò, proprio in quella stagione, alla conquista della Coppa Italia.



10) Pistoia Basket 2000 Third Kit 20/21
La terza maglietta di Pistoia per la stagione in corso è stata svelata pochi giorni fa. I colori sociali spariscono, e riguardo la città di Pistoia... beh, non c’è nessun riferimento particolare. Lo sponsor si prende la scena, e l’effetto non è malvagio: sembra di stare in una foresta, più che in un vivaio. Una bella boccata d’ossigeno.



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